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GERMANIA: COVID-19. Aggiornamento : In ragione dell’aumento dei contagi da Covid 19 nel Paese, la Germania ha stabilito, a partire dal 2 novembre, l’adozione di ulteriori misure restrittive a livello nazionale, per le quali si rimanda alla sezione Situazione Sanitaria di questa Scheda. Sempre a partire dal 2 novembre e per tutto il mese, sono inoltre vietati i pernottamenti per turismo in Germania. Le autorità locali raccomandano anche di rinunciare agli spostamenti non necessari (incluse eventuali visite ai partenti). Il Ministero della Salute tedesco ha disposto l’introduzione di controlli sanitari obbligatori per tutti coloro che abbiano soggiornato nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Germania in una delle aree considerate “a rischio” dal Robert Koch Institut. La lista delle aree “a rischio” può essere consultata qui (il sito è in lingua tedesca, ma con possibilità di scaricare le liste attuali in lingua inglese). A partire dal 17 ottobre, la Campania e la Liguria sono state inserite nella suddetta lista e, a partire dal 24 ottobre, ne fanno parte anche Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Provincia autonoma di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo e Sardegna. Coloro che nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Germania si sono recati  in un’area considerata a rischio hanno l’obbligo di presentare un tampone effettuato non oltre 48 ore prima dell’entrata nel Paese oppure di sottoporsi ad un test al momento dell’ingresso (su richiesta delle Autorità sanitarie locali). Vige inoltre, per chi si sia recato in un’area a rischio, l’obbligo di segnalare il proprio ingresso in Germania: tale obbligo è tuttavia considerato assolto da parte di coloro che hanno compilato il “formulario per lo sbarco” (distribuito a tutti i passeggeri sugli aerei). Fino al momento in cui si ottiene il risultato negativo del tampone, è obbligatorio restare in isolamento domiciliare (e se per qualsiasi motivo non viene effettuato il tampone, è necessario osservare una quarantena di 14 giorni). I casi di esenzione dall’obbligo di tampone (e di quarantena, in attesa del risultato) sono regolati in dettaglio dai singoli Laender: sono comunque normalmente considerati esentati i lavoratori transfrontalieri, i lavoratori considerati “essenziali” per il funzionamento del sistema (tra cui membri delle forze di polizia, personale sanitario, funzionari internazionali e personale diplomatico), gli autotrasportatori, il personale viaggiante e i membri di equipaggi, e, in alcuni casi, le persone che fanno ingresso in Germania per brevi periodi (normalmente, fino a 5 giorni) per motivi di salute o di lavoro e/o quelle che sono state all’estero solo per brevi periodi (nella maggior parte dei casi, 48 ore). E’ comunque opportuno verificare i casi di esenzione consultando direttamente le ordinanze dei singoli Laender in cui ci si intende recare. Il Governo federale ha confermato l’intenzione di modificare in futuro tali regole, rendendole più restrittive: a partire dall’8 novembre, tutti coloro che faranno ingresso in Germania da aree considerate a rischio dovranno rispettare in ogni caso 5 giorni di isolamento domiciliare (salvo i casi di esenzione, che saranno identificati nella nuova normativa), e solo una volta trascorso tale periodo potranno effettuare il tampone (ed interrompere la quarantena, in caso di risultato negativo). In assenza di tampone, l’obbligo di quarantena durerà 10 giorni. Per maggiori informazioni, cliccare qui. Per tutte le informazioni sulle modalità di ingresso in Germania si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Berlino.

AUSTRIA: COVID-19. Aggiornamento: Nell’ambito dell’allentamento delle misure del COVID-19, le Autorità austriache hanno disposto che, le persone in arrivo dai Paesi UE-SEE + Svizzera, Regno Unito, Principato di Monaco, San Marino e Vaticano  (ma esclusi attualmente Romania, Croazia, tranne specifiche zone, e Spagna, ad eccezione delle isole Canarie, le regioni Ile-de-France e Provenza-Alpi-Costa Azzurra in Francia, le regioni di  Lisbona e del Norte in Portogallo, la regione di Praga e specifiche zone della Bulgaria) possano far ingresso in Austria via terra o via aerea senza obbligo di presentare un certificato medico che attesti la negatività al test del Coronavirus e senza obbligo di autoisolamento. Da fine settembre, le stesse regole valgono per chi arriva da alcuni Paesi extraeuropei: Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Uruguay. Ai fini dell’applicazione di tale esenzione, in entrambi i casi (sia per chi proviene da Paesi europei sia per chi proviene da Paesi extraeuropei) vale la regola per cui non si deve essere stati in nessuna altra area, diversa da quelle con cui è stata ripristinata la libera circolazione (o dall’Austria stessa), nei dieci giorni precedenti.
L’allentamento riguarda dunque anche i residenti in Italia, in provenienza dallo stesso Paese o da uno degli altri Stati o aree con cui è stata ripristinata la libertà di circolazione e che non siano stati in un Paese diverso da questi (o dall’Austria) negli ultimi 10 giorni.
È stata inoltre diramata una lista di Paesi “ a rischio” Covid (Albania, Andorra, Argentina, Bahrein, Bangladesh, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile,  Costa Rica, Croazia, Ecuador, Egitto, Filippine, Francia – solo le regioni Ile-de-France e Provenza-Alpi-Costa Azzurra -, India, Indonesia, Iran, Israele, Kossovo, Kuwait, Maldive, Messico, Moldavia, Montenegro, Nigeria, Nord Macedonia, Pakistan, Perù, Portogallo – solo le regioni di Lisbona e del Norte -, Repubblica Ceca – solo la regione di Praga – , Romania, Federazione Russa, Senegal, Serbia, Spagna tranne le Canarie, Sud Africa, Turchia, Ucraina e Stati Uniti, insieme a Provincia cinese di Hubei) in provenienza dai quali coloro che vivono stabilmente nei Paesi UE/SEE oppure Andorra, Monaco, San Marino, Vaticano, Svizzera e Regno Unito dovranno sottoporsi a isolamento e, se sprovvisti di un certificato medico attestante la negatività al Covid non più vecchio di 72 ore, procurarsi necessariamente un certificato medico entro 48 ore. Se quest’ultimo certificato attesta la negatività al Covid-19, l’isolamento potrà essere interrotto. A partire dal 17 ottobre, contestualmente al ripristino della libera circolazione con le restanti parti della Bulgaria, entrano a far parte delle aree “a rischio” specifiche zone di quest’ultimo Paese: le regioni di Blagoevgrad, Burgas, Dobrich, Gabrovo, Jambol, Kardzhali, Montana, Plovdiv, Rasgrad, Shumen, Sliven, Smoljan, Sofia, Stara Zagora, Targovishte e Varna. Viceversa, la Croazia continua a far parte dei Paesi “ a rischio”, con l’eccezione di alcune sue regioni, con cui è ripristinata la libera circolazione: Brod-Posavina, Istria, Koprivnica-Križevci, Osijek-Baranja, ŠibenikKnin, Varaždin e Zadar.
Per gli altri Stati di partenza (diversi da quelli con cui è stata ripristinata la libera circolazione e da quelli definiti “a rischio”) continuano a valere le medesime regole: per i cittadini europei, obbligo di quarantena in assenza di certificato medico non più vecchio di 72 ore attestante la negatività al Covid, quarantena che può essere interrotta a seguito della presentazione di tale certificato.
Le liste di Paesi a rischio o con situazione COVID-19 “stabile” sono oggetto di periodici aggiornamenti da parte delle autorità locali, pertanto si raccomanda vivamente di verificare sempre anche il sito ufficiale del Ministero della Salute austriaco: le FAQ in inglese contenenti indicazioni in materia di ingresso in Austria sono scaricabili cliccando qui o qui. Le stesse informazioni sono disponibili in tedesco cliccando qui.
La durata dell’isolamento fiduciario, dove prevista, è ridotta da 14 a 10 giorni. Non è più richiesta la presentazione di un certificato medico per bambini fino ai 10 anni di età in provenienza dall’esteroLe attuali misure si applicano provvisoriamente fino 31 dicembre 2020 (incluso).
A fronte di un progressivo, nuovo peggioramento della situazione epidemiologica in Austria, le Autorità hanno gradualmente reintrodotto l’obbligo di mascherina (o altro dispositivo di protezione facciale) in quasi tutti i luoghi pubblici al chiuso, inclusi i ristoranti (per i clienti solo quando sono in piedi), salvo i casi in cui si sta occupando un posto assegnato. L’obbligo vale anche per fiere, mercati e in generale nei casi in cui non è possibile mantenere la distanza di un metro. Per i dettagli e per i limiti al numero di partecipanti posti per i diversi tipi di manifestazioni e riunioni in luoghi pubblici, si veda il sito dell’Ambasciata d’Italia a Vienna .
Per informazioni circa i piani di volo specifici e aggiornamenti si invita a consultare sempre il sito della compagnia aerea di riferimento o, per gli spostamenti in treno, il sito delle ferrovie austriache, https://www.oebb.at/ (disponibile anche in italiano https://www.obb-italia.com/it/).
Per informazioni sulle misure adottate a livello locale consultare la sezione sanitaria di questa scheda.

SVIZZERA: COVID-19. Aggiornamento: Attualmente non vi sono restrizioni all’ingresso in Svizzera, né in caso di ingresso dall’Italia né dai Paesi UE e AELS (Islanda, Norvegia e Liechtenstein). È tuttavia in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per coloro che nei dieci giorni prima dell’ingresso in Svizzera abbiano soggiornato in uno Stato o in una regione considerata ad alto rischio di contagio. Si consiglia, prima di mettersi in viaggio, di consultare l’elenco delle aree ad alto rischio, disponibile sul sito ufficiale dell’Ufficio Federale della Sanità Pubblica.
Per tutte le persone che provengono da queste aree ad alto rischio o che vi hanno soggiornato nei precedenti 10 giorni, vige l’obbligo di quarantena all’ingresso in Svizzera. La procedura prevede che le persone sottoposte all’obbligo di quarantena si rechino direttamente al proprio domicilio o altra dimora (es. hotel) una volta arrivati in Svizzera, notificando l’ingresso all’autorità cantonale territorialmente competente e rimanendo ininterrottamente al domicilio scelto per 10 giorni. Resta comunque escluso dalla quarantena chiunque viaggi per motivi professionali. Viene abrogata anche la limitazione a cinque giorni per tali viaggi.
I collegamenti aerei e ferroviari tra Italia e Svizzera sono stati ripristinati. Si rimanda, ad ogni utile fine, ai siti delle compagnie aeree e delle società di trasporti ferroviari per puntuali verifiche sull’operatività delle singole tratte.
In relazione alle misure interne adottate, si segnala in particolare l’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici e su tutti i voli in ingresso e in partenza dalla Svizzera e, per il Cantone di Basilea Città, anche nei punti vendita, nei centri commerciali.
Per dettagliate informazioni sulle misure adottate dal Paese a livello nazionale al fine di contenere la diffusione del contagio, si raccomanda di consultare la sezione Situazione Sanitaria di questa scheda, e il sito web dell’Ambasciata d’Italia a Berna.

REGNO UNITO: COVID-19. PAESE GRUPPO C  SPOSTAMENTI CON RESTRIZIONI

Coloro che invece entrano/rientrano in Italia da questi Paesi (dopo soggiorno o anche solo transito nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia), oltre a compilare un’autodichiarazione, devono anche:

  1. a) presentare un’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;

in alternativa

  1. b) sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine (ove possibile) o entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento.

Le persone che hanno soggiornato o transitato in questi Paesi nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Italia devono anche comunicare il loro ingresso nel territorio italiano al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente.

 

AggiornamentoPer i rientri/ingressi dal Regno Unito, a partire dall’8 ottobre e fino al 13 novembre 2020, si rimanda all’approfondimento di questo sito .
tutti viaggiatori in arrivo nel Regno Unito è richiesta la compilazione di un formulario online prima della partenza, indicando un indirizzo ed un numero telefonico al quale i viaggiatori possano essere contattati durante il soggiorno nel Regno Unito; solo i viaggiatori in transito nell’area sterile (airside) dell’aeroporto e altre limitate categorie sono esentati.
Per i viaggiatori in arrivo da Paesi ad alto rischio di contagio, il governo britannico ha introdotto l’obbligo di isolamento fiduciario di 14 giorni. L’Italia, a partire dalle 04:00 del mattino di domenica 18 ottobre, è inclusa nell’elenco dei Paesi ad alto rischio di contagio.
Dal 18 ottobre i viaggiatori in arrivo dall’Italia o che abbiano soggiornato o transitato in Italia nei precedenti 14 giorni dovranno osservare un periodo di isolamento fiduciario di 14 giorni presso hotel o indirizzo privato, seguendo le istruzioni sull’auto-isolamento https://www.gov.uk/government/publications/coronavirus-covid-19-how-to-self-isolate-when-you-travel-to-the-uk/coronavirus-covid-19-how-to-self-isolate-when-you-travel-to-the-uk  del governo britannico.
E’ possibile tuttavia rimanere in UK per un periodo inferiore ai 14 giorni, ma per tutta la durata del soggiorno, è necessario conformarsi alla procedura dell’auto-isolamento.
L’informazione rilevante è disponibile al link: https://www.gov.uk/government/publications/coronavirus-covid-19-how-to-self-isolate-when-you-travel-to-the-uk/coronavirus-covid-19-how-to-self-isolate-when-you-travel-to-the-uk
In Inghilterra vigono tre livelli progressivi di restrizioni: divieto di assembramenti di più di 6 persone all’aperto e presso abitazioni private e obbligo di mascherina in locali pubblici e sui mezzi di trasporto nelle zone a rischio medio (tier 1); divieto di contatti sociali con persone che vivano ad un indirizzo diverso in abitazioni private e presso esercizi commerciali al chiuso (bar, hotel, ristoranti, pub) nelle zone a rischio elevato (tier 2); chiusura di bar e pub e altre misure addizionali concordate con gli enti locali nelle zone a rischio molto elevato (tier 3).
Londra e numerose città inglesi sono classificate come zone a rischio elevato – tier 2.  dal 17 ottobre. È possibile verificare le restrizioni in vigore con il codice postale dell’area in questione.
Per viaggi con destinazione finale nel Regno Unito ma al di fuori dell’Inghilterra, si prega di fare riferimento alle indicazioni diramate dalle regioni autonome del Galles, dell’Irlanda del Nord e della Scozia o dalle autorità delle Isole del Canale (Guernsey e Jersey) e dell’Isola di Man, che possono variare anche significativamente dalle norme inglesi.

IRLANDA: COVID-19. PAESE GRUPPO C SPOSTAMENTI CON RESTRIZIONI

Coloro che invece entrano/rientrano in Italia da questi Paesi (dopo soggiorno o anche solo transito nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia), oltre a compilare un’autodichiarazione, devono anche:

  1. a) presentare un’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;

in alternativa

  1. b) sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine (ove possibile) o entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento.

Le persone che hanno soggiornato o transitato in questi Paesi nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Italia devono anche comunicare il loro ingresso nel territorio italiano al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente.

 

Aggiornamento: Il Governo ha disposto il passaggio di tutta l’Irlanda al livello 5 del Piano COVID-19 a partire da giovedì 22 ottobre, per un periodo di sei settimane. Ciò comporta la chiusura di attività e servizi commerciali ad eccezione di quelli essenziali, incisive limitazioni delle attività sociali, culturali e ricreative e l’invito a rimanere presso la propria abitazione, con il divieto degli spostamenti oltre i 5 km dalla propria abitazione, ad esclusione di quelli per motivi di lavoro, istruzione e altri motivi essenziali. Le scuole restano aperte.
L’elenco completo delle restrizioni è disponibile alla seguente pagina: https://www.gov.ie/en/publication/2dc71-level-5/
L’elenco delle attività commerciali essenziali è disponibile alla seguente pagina: https://www.gov.ie/en/publication/60ecc-essential-retail-outlets-for-level-4/
L’elenco dei servizi essenziali è disponibile alla seguente pagina: https://www.gov.ie/en/publication/c9158-essential-services/
Tutti i viaggiatori in arrivo in Irlanda sono obbligati a mettersi in auto-isolamento per 14 giorni in luogo chiuso, evitando i contatti con altre persone. All’ingresso in Irlanda, è prevista la compilazione di un modulo che il servizio sanitario HSE potrà utilizzare per eventuali controlli. Sono esentati dall’obbligo di autoisolamento i viaggiatori provenienti dai paesi compresi in un apposito elenco, che viene rivisto settimanalmente. A partire dal 12 ottobre e fino a nuovo aggiornamento, nessun Paese è incluso nella lista verde. Per ulteriori informazioni e aggiornamenti relativi alla lista verde, si prega di visitare la seguente pagina: https://www.dfa.ie/travel/
Sono esentati dall’autoisolamento anche i viaggiatori in transito, quelli provenienti dall’Irlanda del Nord, e gli addetti ai servizi essenziali di trasporto internazionale (piloti, autotrasportatori, lavoratori marittimi).
Poiché queste misure sono suscettibili di cambiamenti con scarso preavviso, si raccomanda di consultare direttamente l’approfondimento del Governo irlandese sulla situazione Coronavirus e sulle misure adottate nei confronti dei viaggiatori, al link: https://www.gov.ie/en/campaigns/c36c85-covid-19-coronavirus/.
I collegamenti aerei diretti con l’Italia (Ryanair e Aer Lingus) sono stati parzialmente ripristinati. Si raccomanda in ogni caso di verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea di riferimento e, nel caso di rientro in Italia dall’estero, di prendere visione della normativa vigente, tramite il sito www.governo.it o www.esteri.it, nonché di consultare l’approfondimento di questo sito web.

FRANCIA: COVID-19. SPOSTAMENTI CON RESTRIZIONI PAESE GRUPPO C

Coloro che invece entrano/rientrano in Italia da questi Paesi (dopo soggiorno o anche solo transito nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia), oltre a compilare un’autodichiarazione, devono anche:

  1. a) presentare un’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;

in alternativa

  1. b) sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine (ove possibile) o entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento.

Le persone che hanno soggiornato o transitato in questi Paesi nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Italia devono anche comunicare il loro ingresso nel territorio italiano al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente.

 

 

AggiornamentoPer i rientri/ingressi dalla Francia, a partire dall’8 ottobre e fino al 13 novembre 2020, si rimanda all’approfondimento questo sito.
A partire dal 6 ottobre, le autorità francesi hanno dichiarato Parigi zona di massima allerta a causa dell’incremento di casi di Covid-19. Entrano pertanto in vigore nuove restrizioni, che riguardano oltre alla capitale, anche i Comuni limitrofi (c.d. “Petite Couronne”). Per i dettagli consultare la sezione “Situazione sanitaria” di questa scheda.
A partire dal 17 ottobre è in vigore nelle zone d’allerta massima un coprifuoco dalle 21.00 alle 6.00, con alcune eccezioni per casi particolari non ancora note, che rimarrà in vigore per 6 settimane. Nelle zone di allerta massima rientrano le città di Parigi (con la Regione dell’Ile-De-France)  Lione, Lilla, Grenoble, Tolosa, Montpellier, Saint-Etienne Marsiglia, Aix-Marseillee Rouen.
Il 22 ottobre, il Governo francese ha esteso la lista delle zone di massima allerta ad altri 38 Dipartimenti francesi (per un totale di 54 Dipartimenti metropolitani) e al Territorio della Nuova Polinesia francese. Per ulteriori dettagli, consultare la pagina https://www.gouvernement.fr/info-coronavirus/couvre-feu .
Permangono le restrizioni riguardanti i viaggiatori in arrivo in Francia provenienti dai seguenti gruppi di Paesi, a partire dal 1 agosto.
Da Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Panama: devono obbligatoriamente presentare all’imbarco un test per COVID-19, realizzato nelle 72 ore antecedenti la partenza del volo. In mancanza, la compagnia rifiuta l’imbarco.
Da Turchia, Sudafrica, Algeria, Brasile, India, Israele, Kuwait, Madagascar, Oman, Perù, Qatar e Serbia: ci si può imbarcare anche senza test, in questo caso, però, si viene sottoposti all’arrivo al test (in apposito hangar) e, per chi si ferma in Francia, è necessario sottoporsi all’isolamento. E’ quindi fortemente consigliato dalle autorità locali sottoporsi a test nelle 72 ore antecedenti l’arrivo in Francia.
Le persone provenienti dai paesi dell’Unione Europea, inclusi coloro che provengono dall’Italia (e da Andorra, Islanda, Liechtenstein, Principato di Monaco, Norvegia, San Marino, Svizzera e città del Vaticano), possono entrare in Francia senza restrizioni.
All’ingresso in Francia con voli di linea, le Autorità richiedono la compilazione di un’autocertificazione di assenza sintomi, distribuita dal personale di bordo. La misura dell’isolamento domiciliare rimane invece in vigore per chi proviene dal Regno Unito, per motivi di reciprocità, ma non si applica a coloro che siano in transito attraverso la Francia, a meno che le persone in transito non presentino sintomi riconducibili al COVID-19. Sono previste anche altre categorie esentate dall’isolamento domiciliare, per le quali si rimanda al comunicato ufficiale del Ministero dell’Interno francese, disponibile cliccando qui.
In caso di febbre, tosse o difficoltà respiratorie, si raccomanda di contattare il centro SAMU (Tel. 15 numero gratuito) e di non recarsi direttamente dal medico o al pronto soccorso.
Pressoché tutte le compagine aeree offrono collegamenti aerei Italia/Francia. E’ sempre comunque consigliato arrivare con discreto anticipo in aeroporto. SNCF e Trenitalia hanno ripristinato alcuni collegamenti quotidiani Parigi-Torino-Milano con TGV. Alcune compagnie chiedono la compilazione di una dichiarazione che attesti l’assenza di sintomi, altre richiedono un modulo con i propri dati per essere rintracciati. I moduli sono generalmente presenti in aeroporto o distribuiti dalla compagnia aerea. In tutti i casi, prima di partire, è sempre bene informarsi presso la compagnia.
Queste indicazioni potrebbero variare con scarso o nessun preavviso, si raccomanda pertanto di contattare direttamente le compagnie aeree o le società di trasporti ferroviari per informazioni aggiornate sulle possibilità di raggiungere l’Italia e di monitorare la pagina di informazione ufficiale del Governo francese https://www.gouvernement.fr/info-coronavirus e il sito web dell’Ambasciata d’Italia a Parigi
Sono possibili cancellazioni di voli da/per l’Italia. Si raccomanda di verificare con la compagnia aerea lo stato del proprio volo.
Per ulteriori informazioni sulle misure adottate, consultare la sezione sanitaria di questa scheda.

PAESI BASSI: COVID-19. SPOSTAMENTO CON RESTRIZIONI PAESE GRUPPO C

Coloro che invece entrano/rientrano in Italia da questi Paesi (dopo soggiorno o anche solo transito nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia), oltre a compilare un’autodichiarazione, devono anche:

  1. a) presentare un’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;

in alternativa

  1. b) sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine (ove possibile) o entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento.

Le persone che hanno soggiornato o transitato in questi Paesi nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Italia devono anche comunicare il loro ingresso nel territorio italiano al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente.

 

AggiornamentoPer i rientri/ingressi dai Paesi Bassi, a partire dall’8 ottobre e fino al 13 novembre 2020, si rimanda all’approfondimento di questo sito.
I Paesi Bassi hanno riaperto i propri confini per viaggi da/verso alcuni Paesi. Dopo la rimozione del bando nei confronti dei voli provenienti dall’Italia, la compagnia di bandiera KLM ha gradualmente ripristinato i voli diretti. L’uso della mascherina protettiva è obbligatorio su tutti i voli dal momento dell’imbarco, su tutti i mezzi pubblici olandesi (treni, autobus, tram) e in alcune grandi città. Alla luce dell’incremento dei contagi registrati recentemente, sono state approvate nuove misure che resteranno in vigore almeno per le prossime 3 settimane. Gli arrivi da Paesi non UE e non Schengen sono tuttora soggetti a controlli all’ingresso. Le autorità locali adottano un sistema di colori per definire le aree di maggiore rischio (indicate in arancione) o minore rischio (in giallo). I viaggiatori che entrano nei Paesi Bassi da aree ad alto rischio sono tenute ad auto-isolarsi per 10 giorni. L’elenco delle aree a rischio, aggiornato periodicamente, è disponibile cliccando qui. Ulteriori informazioni in merito agli ingressi nel Paese sono disponibili sul sito del Governo dei Paesi Bassi.
A chi viaggia in aereo è richiesta obbligatoriamente la compilazione di un form che deve essere esibito ogni volta che sia richiesto, in partenza, sull’aeromobile o all’arrivo.
Qualora una persona accusasse i sintomi da COVID-19, deve rimanere a casa e contattare il servizio sanitario locale (GGD) per farsi testare.
E’ consigliato consultare il proprio medico di base in relazione alla gravità della propria condizione. Si invita inoltre a consultare il sito dell’Istituto di sanità olandese RIVM (www.rivm.nl) per informazioni aggiornate sull’evoluzione e le misure di contrasto alla pandemia nei Paesi Bassi nonché per reperire ogni recapito utile. Si raccomanda di visitare il sito web dell’Ambasciata d’Italia a l’Aja e la sezione sanitaria di questa Scheda per maggiori dettagli.

BELGIO: COVID-19. SPOSTAMENTI CON RESTRIZIONI PAESE GRUPPO C

Coloro che invece entrano/rientrano in Italia da questi Paesi (dopo soggiorno o anche solo transito nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia), oltre a compilare un’autodichiarazione, devono anche:

  1. a) presentare un’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;

in alternativa

  1. b) sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine (ove possibile) o entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento.

Le persone che hanno soggiornato o transitato in questi Paesi nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Italia devono anche comunicare il loro ingresso nel territorio italiano al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente.

 

AggiornamentoPer i rientri/ingressi dal Belgio, a partire dall’8 ottobre e fino al 13 novembre 2020, si rimanda all’approfondimento di questo sito.
Con l’evolversi del quadro epidemiologico, sono state progressivamente reintrodotte alcune misure restrittive a livello federale. In particolare, a partire dal 19 ottobre e per la durata di un mese è stata disposta la chiusura di bar e ristoranti su tutto il territorio, insieme al divieto di circolazione tra le ore 24 e le ore 5 del mattino; ulteriori misure riguardano principalmente la riduzione del numero di persone con le quali è possibile avere contatti ravvicinati o comunque frequentare nell’ambito privato. Il 24 ottobre Bruxelles- Capitale e la regione della Vallonia hanno adottato ulteriori misure rispetto a quelle adottate a livello federale, in particolare con l’estensione dalle ore 22.00 alle ore 6.00 del divieto di circolazione notturna e l’obbligo di indossare sempre la mascherina.
Per maggiori informazioni, si rimanda alla Situazione Sanitaria di questa Scheda e al sito web dell’Ambasciata d’Italia a Bruxelles.
I viaggi per turismo da/verso il Belgio sono nuovamente autorizzati a partire dallo scorso 15 giugno per viaggiatori in provenienza dai Paesi UE, dell’area Schengen e del Regno Unito, sono tuttavia fortemente sconsigliati i viaggi verso le “zone rosse” dell’area “UE+” (v. oltre nel testo).
A partire dal 1 agosto, chiunque entri in Belgio dall’estero è tenuto 48 ore prima dell’arrivo a riempire un formulario on line, tranne nel caso di entrate per via terrestre per soggiorni in Belgio (o a seguito di soggiorni all’estero) di durata inferiore alle 48 ore.
Il Governo belga ha adottato una cartina dell’Europa a colori in costante aggiornamento, nella quale le regioni dei diversi Paesi vengono categorizzate a seconda del rischio epidemiologico e sono indicate le eventuali restrizioni all’accesso in provenienza dal Belgio verso quegli stessi Paesi e le eventuali misure di precauzione da adottare al rientro in Belgio.
A partire dal 23 ottobre e fino al 7 novembre, i viaggiatori in arrivo in Belgio che abbiano soggiornato nei Paesi extra-UE/Schengen e nelle zone indicate dal Belgio come “rosse” all’interno dell’Europa, saranno tenuti ad effettuare un test solo in caso di sintomi; potrà al contrario essere obbligatorio osservare un periodo di 10 giorni di quarantena se dal test di auto-valutazione incluso nel formulario on line emergerà la tenuta di un comportamento ad alto rischio.
Per quanto riguarda l’Italia, sono state inserite nella lista delle zone “rosse” tutte le regioni tranne le Marche, il Molise, la Puglia, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia; inserite nella lista delle zone “arancioni”, con riferimento alle quali è consigliata una prudenza rafforzata ed in provenienza dalle quali l’effettuazione di una quarantena non è obbligatoria.
Per quanto riguarda i collegamenti aerei, Alitalia opera al momento un volo giornaliero da/per Roma-Fiumicino e da/per Milano-Malpensa. Brussels Airlines ha ripreso i voli verso Roma e Milano dallo scorso 15 giugno, con una offerta ridotta rispetto a prima della crisi; anche Ryanair ha ripreso il servizio per Roma-Fiumicino con voli da Zaventem e sta progressivamente riattivando i collegamenti con diverse città italiane con partenza da Charleroi.  Il traffico aereo da/per l’Italia potrebbe subire ulteriori variazioni. Per informazioni puntuali si rimanda ai siti internet di dette compagnie aeree e si raccomanda di verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea di riferimento.
Dal 25 giugno, negli aeroporti del Paese è effettuato il controllo della temperatura a tutti i viaggiatori, con divieto di ingresso/partenza in presenza di una temperatura di 38 gradi. E’ inoltre obbligatorio l’uso della mascherina.
Si consiglia di monitorare la pagina di informazione ufficiale sul Coronavirus in Belgio: https://www.info-coronavirus.be/fr/.

LUSSEMBURGO: COVID-19. Aggiornamento: Alla luce del  peggioramento del quadro epidemiologico locale, il Governo lussemburghese ha stabilito una serie di misure piu’ restrittive alla circolazione delle persone, in vigore a partire dal 30 ottobre, tra le quali il coprifuoco nazionale dalle ore 23.00 alle ore 06.00, fino al 30 novembre 2020 (ad eccezione degli spostamenti per motivi di lavoro, salute o in caso di rientro dall’estero). Per ulteriori dettagli sulle nuove misure adottate, si rimanda alla Situazione Sanitaria di questa Scheda.
Dopo la riapertura dell’Aeroporto Findel lo scorso 31 maggio, sono state comunque rafforzate le misure di prevenzione per gli ingressi dall’estero per via aerea, misurando la temperatura a tutti i passeggeri in arrivo e offrendo loro la possibilita’ di sottoporsi al test veloce direttamente nel terminal. Le compagnie aeree Alitalia dal 14 giugno e Luxair dal 13 giugno hanno ripreso ad operare anche se con possibili cancellazioni. Per informazioni sull’operatività dei voli si raccomanda di consultare i siti web delle rispettive Compagnie (www.alitalia.com e www.luxair.lu ). Le frontiere terrestri sono aperte. L’autoisolamento non è obbligatorio, ma consigliato nel caso in cui si sia entrati in contatto con persone positive nel proprio Paese di origine.  Il Ministero della Salute lussemburghese aggiorna in tempo reale la lista delle zone di esposizione al rischio, consultabile dal seguente link: http://sante.public.lu/fr/prevention/coronavirus-00/index.html. In presenza di sintomi da COVID-19 (febbre, tosse, difficoltà respiratorie), è utile contattare la “Hotline Salute” per informazioni al numero 247-65533, mentre nei casi urgenti è necessario chiamare immediatamente il 112,oppure rivolgersi al proprio medico curante.

SPAGNA: COVID-19.  SPOSTAMENTI CON RESTRIZIONI PAESE GRUPPO C

Coloro che invece entrano/rientrano in Italia da questi Paesi (dopo soggiorno o anche solo transito nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia), oltre a compilare un’autodichiarazione, devono anche:

  1. a) presentare un’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;

in alternativa

  1. b) sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine (ove possibile) o entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento.

Le persone che hanno soggiornato o transitato in questi Paesi nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Italia devono anche comunicare il loro ingresso nel territorio italiano al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente.

 

AggiornamentoPer i rientri/ingressi dalla Spagna, a partire dall’8 ottobre e fino al 13 novembre 2020, si rimanda all’approfondimento di questo sito.
E’ consentito l’ingresso in Spagna senza obbligo di isolamento fiduciario e senza necessità di motivare la ragione del viaggio per i cittadini dei Paesi dell’Unione Europea, dello spazio Schengen, di Andorra, Principato di Monaco, Vaticano, San Marino;
gli stranieri residenti abituali di paesi dell’Unione Europea, dello spazio Schengen, di Andorra, Principato di Monaco, Vaticano, San Marino in transito verso il proprio Paese;
i titolari di visti di lunga durata emessi da uno stato UE;
i lavoratori transfrontalieri;
il personale di equipaggio;
il personale diplomatico;
i cittadini di Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay e Cina nel caso in cui non abbiano effettuato soggiorni in altri Paesi;
I viaggi non imprescindibili da Paesi non UE sono limitati fino al 31 ottobre incluso.
Chiunque arrivi in Spagna dall’estero (anche dall’UE), per via aerea o marittima, è sottoposto a un controllo sanitario prima della sua entrata nel Paese. In particolare: controllo della temperatura corporea, controllo documentale e controllo sullo stato del passeggero. Per quanto concerne il controllo documentale, i passeggeri in arrivo dall’estero (anche da altri Paesi UE) dovranno compilare, prima del viaggio, un “formulario di salute pubblica”, attraverso il sito internet Spain Travel Health o la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna. In alternativa è possibile compilare il questionario in formato cartaceo fornito dalle compagnie di trasporto.
Il 25 ottobre 2020 il Governo spagnolo ha decretato un nuovo “stato d’allarme” nel Paese, in vigore per il momento fino al 9 novembre 2020. In virtu’ di tale provvedimento, è stata disposta la limitazione della circolazione delle persone nelle ore notturne (dalle ore 23.00 alle ore 6.00) in tutto il territorio nazionale, salvo che nelle Isole Canarie. Nell’ambito dei rispettivi territori, le Comunità Autonome possono stabilire leggere variazioni dell’ora di inizio (dalle 22.00 alle 24.00) e dell’ora di fine (dalle 5.00 alle 7.00) di suddetta limitazione. Durante tale fascia oraria, le persone possono circolare per vie o spazi pubblici unicamente ai fini dello svolgimento delle seguenti attività: a) acquisto di medicinali, prodotti sanitari e altri beni di prima necessità; b) visite a centri, servizi e strutture sanitarie; c) visite a centri di assistenza veterinaria per motivi di emergenza; d) adempimento degli obblighi lavorativi, professionali e commerciali, istituzionali o legali; e) ritorno al luogo di residenza abituale dopo aver svolto alcune delle attività previste tra le eccezioni; f) assistenza e cura di anziani, minori, persone a carico, persone con disabilità o persone particolarmente vulnerabili; g) per cause di forza maggiore o situazioni di necessità; h) qualsiasi altra attività di natura analoga, debitamente accreditata; i) rifornimento di carburante presso le stazioni di servizio o i distributori di benzina, quando risulti necessario ai fini delle attività previste nei paragrafi precedenti.
Misure restrittive, anche con limitazioni diurne alla mobilità, sono in vigore nelle località con un’alta incidenza da COVID-19
Per ulteriori informazioni, anche sulle misure restrittive interne, consultare la sezione sanitaria di questa scheda e il sito Ambasciata italiana a Madrid

PORTOGALLO: COVID-19. Aggiornamento Controllo di Frontiere
È autorizzato il traffico aereo da e per il Portogallo di tutti i voli da e per:
Paesi UE; Paesi associati allo Spazio Schengen (Liechtenstein, Norvegia, Islanda e Svizzera); Australia; Canada; Cina; Corea del Sud; Giappone; Georgia; Marocco; Nuova Zelanda; Regno Unito; Ruanda; Tailandia; Tunisia; Uruguay.
È inoltre autorizzato il traffico aereo, esclusivamente per viaggi essenziali, per e dal Portogallo di tutti i voli provenienti e con destinazione verso i Paesi che non fanno parte dell’Unione Europea o che non siano Paesi associati allo spazio Schengen. Il turismo non rientra tra le finalità autorizzate.
Sono considerati viaggi essenziali quelli destinati a consentire il transito, l’ingresso e l’uscita dal Portogallo di:
Cittadini dell’Unione Europea, di stati associati allo Spazio Schengen e membri delle rispettive famiglie e cittadini di paesi terzi con residenza legale in uno Stato-Membro dell’Unione Europea;Cittadini di paesi terzi che viaggino per motivi di lavoro, di studio, di ricongiungimento familiare, per ragioni di salute o umanitarie;Sono inoltre autorizzati i voli che promuovono il rientro di cittadini portoghesi o titolari di permesso di soggiorno in Portogallo; i voli umanitari; i voli destinati a garantire il rientro di cittadini stranieri che si trovino in Portogallo.I passeggeri di voli da e per il Portogallo e voli da e per Paesi non appartenenti all’Unione Europea o non associati allo Spazio Schengen dovranno presentare, al momento della partenza, prova della realizzazione del test per controllo SARS-Co-2 (con risultato negativo) realizzato nelle 72 ore precedenti l’imbarco, senza il quale non potranno imbarcarsi sull’aereo e non saranno autorizzati a sbarcare in Portogallo.
Qualora il risultato del test non venga presentato da cittadini portoghesi o cittadini stranieri con residenza legale in Portogallo o membri del corpo diplomatico, tali cittadini potranno sbarcare in Portogallo, e saranno immediatamente indirizzati, dalle autorità di sicurezza, a realizzare il test per il Covid-19, i cui costi saranno a carico dei suddetti cittadini.
Coloro che si rifiuteranno di sottoporsi al test incorreranno nel reato di disobbedienza e propagazione di malattia contagiosa e riceveranno immediatamente una notifica recante l’obbligo di realizzare il test entro 48 ore, a proprie spese.
I passeggeri che eseguiranno il test soltanto all’arrivo in Portogallo dovranno rimanere nella propria residenza o nell’alloggio da essi indicato finché non otterranno notifica di risultato negativo al test.
La presentazione del test non è obbligatoria per i passeggeri in transito che non debbano lasciare l’aeroporto.
Attualmente l’Italia non rientra nella lista dei Paesi considerati ad alto rischio epidemiologico, pertanto i cittadini italiani provenienti dall’Italia non necessitano di un test Covid-19 prima di intraprendere il viaggio e non sono soggetti all’obbligo di quarantena per il solo fatto di entrare nel Paese.
Si invita a consultare la sezione Situazione sanitaria di questa scheda per le misure adottate a livello locale, tra le quali si segnalano, in particolare, il divieto di spostamenti tra comuni dal 30 ottobre al 3 novembre e nuove misure speciali di contenimento nei comuni di Felgueiras, Lousada e Paços de Ferreira  (Nord del Paese)
Disposizioni per passeggeri diretti a Madeira e alla Azzorre
Vigono invece disposizioni diverse per i passeggeri che, anche se provenienti da Paesi UE, Schengen e paesi terzi approvati (dalle Istituzioni UE e dalle autorità locali), sono diretti a Madeira o alle Azzorre.
I passeggeri che volano verso l’arcipelago di Madeira devono presentare un test negativo al COVID-19 effettuato entro 72 ore prima della partenza o possono eseguirlo all’arrivo.
Informazioni specifiche per le isole di Madeira sono reperibili in inglese al seguente link: www.visitmadeira.pt
I passeggeri che volano verso l’arcipelago delle Azzorre saranno soggetti a una delle seguenti opzioni:
1. Presentare la prova del test al COVID-19 fino a 72 ore prima della partenza del volo;
2. Eseguire il test all’arrivo e rimanere in isolamento preventivo fino a ottenere il risultato;
3. Eseguire la quarantena volontaria per un periodo di 14 giorni in un hotel indicato per lo scopo;
4. Ritorno alla destinazione di origine o viaggio verso qualsiasi destinazione al di fuori della Regione, adempiendo, fino al momento del volo, l’isolamento preventivo in un hotel indicato a tal fine.
Ulteriori informazioni per le Azzorre sono disponibili all’indirizzo covid19.azores.gov.pt.
Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Ambasciata d’Italia a Lisbona.

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