Un grande viaggio inizia da un piccolo sogno

TOMB RAIDER – Cambogia

Share

TOMB RAIDER – Cambogia

Avventura, luoghi secreti, adrenalina; a questo film non manca davvero nulla. La storia la sapete tutti e dopo aver visto il film viene una voglia incredibile di andare a vedere di persona  dove alcune delle scene più straordinarie sono state girate.

Ci si chiede se davvero possa esistere un luogo così misterioso, maestoso e nello stesso tempo nascosto e magico e la risposta si apre davanti ai vostri occhi quando arrivate a Siem Reap in Cambogia.

Un posto che è rimasto nascosto tra le mangrovie, le liane, le radici di alberi che hanno scavato le rocce dei templi; pensate a chi spinto da un’insaziabile voglia di scoperta si imbatté  in questo splendore nel mezzo di una giungla inesplorata.

Henri Mouhot era un naturalista che spinto dalla sua immensa voglia di conoscenza partì per l’Asia alla ricerca di flora e fauna sconosciute

Nel suo diario leggiamo: “QUESTI TEMPLI, RIVALI DI QUELLO DI SALOMONE, E IDEATI DA ANTICHI  MICHELANGELO, POTREBBERO BENISSIMO  ESSERE POSTI ACCANTO AI NOSTRI EDIFICI PIU’ BELLI. SONO ANCOR PIU’ GRANDIOSI CHE QUELLI LASCIATI DAI GRECI O DAI ROMANI.

Guardate questo disegno tratto da un suo schizzo e capirete subito perché Angkor Wat sia una delle 7 meraviglie del mondo!

Molti si fermano un giorno solo ma è un vero peccato; il sito è vastissimo e limitarsi a vedere solo uno dei templi è un errore da non farsi.

Con una’area di oltre 400 km² e più di mille templi, dedicateci almeno 2 giorni e noleggiate una bicicletta per poter vagabondare tra le rovine e la giungla e soffermatevi a notare non solo la maestosità di ciò che vi sta davanti ma anche i particolari dei bassorilievi che raccontano la storia dell’impero Khmer

Se la struttura più maestosa di Angkor è l’Angkor Wat, il Bayon rappresenta certamente quella in cui arte e capacità fantastiche degli autori e di chi l’ha commissionata, si sono espresse al meglio della creatività. I 216 enormi volti di Lokeshvara sembrano inseguire con lo sguardo freddo, ma con sorriso più conciliante, il visitatore che in ogni caso rimane assai colpito dalla straordinarietà dell’opera. Il sorriso, appena accennato, delle sue labbra può anche richiamare, (non per proporre inconsistenti rapporti ma solo per omogeneità estetiche), quello di Abu Simbel. Sono volti che guardano in tutte le direzioni cosicchè il visitatore non può che sentirsi osservato!

credits: qualitygroup

Molto è stato lasciato così come deve essere apparso a chi per primo ha avuto la fortuna unita alla perseveranza di ritrovarlo nel folto della giungla.

La giungla è un elemento sempre presente e in molti casi orai è parte integrante del sito archeologico. L’opera di manutenzione del sito evita che gli edifici vengano invasi e distrutti completamente ma dove gli alberi più grandi ormai coabitano vengono lasciati indisturbati creando un connubio perfetto tra arte, natura e storia e ai nostri occhi sembrano quasi sorreggersi a vicenda.

Uno dei luoghi dove questa meraviglia è meglio rappresentata è senz’altro il Ta Phrom.

credits: qualitygroup

Credits: Cambodge-Voyages

Lasciare per ultimo Angkor Wat può essere una scelta dettata dall’opportunità di terminare le visite col più grande complesso religioso del mondo

  • area di circa 2 km² (1,5 km x 1,3 km)
  • Il canale esterno ha una larghezza di 180 metri;
  • Le mura perimetrali misurano 1,025 x 800 metri;
  • Il viale che dall’ingresso principale conduce alla parte centrale del complesso è lungo 475 metri;
  • La Porta Occidentale, ingresso principale del complesso, ha una larghezza complessiva di 235 metri;
  • La torre centrale raggiunge i 213 metri di altezza;
  • 800 metri di basso-rilievi;
  • 1,832 Devata (termine Hindù per indicare “divinità minori”, di sesso maschile e femminile);
  • più di 3,000 Apsara (spiriti ancestrali di sesso femminile, rappresentati come danzatrici).

Dal 1992 Angkor rientra ufficialmente tra i patrimoni dell’UNESCO

A differenza degli altri templi di Angkor che hanno l’entrata posta a est, Angkor Wat, il tempio più grande e famoso dell’Impero Khmer, ha la facciata principale dei santuari rivolta verso ovest.

Gli storici ritengono che tale soluzione progettuale dipenda dal fatto che nella mitologia Induista i territori occidentali sono connessi alla figura di Vishnu, divinità alla quale il tempio fa riferimento.

Inoltre, l’ovest rappresenta il tramonto, la fine della vita, motivo per il quale si ritiene che Angkor Wat fu realizzato anche e soprattutto come mausoleo (tomba monumetale) del sovrano Suryavarman II (anche se visto che morì in battaglia le sue ceneri non vi furono mai riposte)

Il tempo non ci basta mai… e anche questa volta vi dico che un viaggio non sarà abbastanza per vedere i territori di questa bellissima nazione

Intanto sognate con le foto in attesa di poter partire per la prossima avventura

manuela@theglobetailor.com

grazie a qualitygrouptravel per le foto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close